Procedure CIED e Ablazione


L’impianto di un Pacemaker o di un Defibrillatore Automatico (ICD)
richiede un semplice intervento chirurgico in Anestesia Locale della durata di circa un’ora. Viene praticata una piccola incisione cutanea a livello della regione pettorale sinistra e quindi, attraverso una vena, vengono inseriti uno o due elettrocateteri che raggiungono l’interno del cuore. Una volta posizionati gli elettrocateteri nei punti ritenuti ottimali vengono eseguite delle misurazioni elettriche per verificare che essi siano in grado sia di sentire appropriatamente l’attività cardiaca spontanea sia di stimolarla per mezzo di impulsi, di intensità tale da essere assolutamente non percepiti dal Paziente. Si procede quindi con la connessione dei cateteri al dispositivo, che viene alloggiato sotto pelle. Infine viene suturata l’incisione cutanea ed applicata una semplice medicazione della ferita.

Nel caso di un ICD, a fine impianto solo in alcuni casi particolari occorre anche testare l’efficacia del sistema nell’interrompere la più pericolosa delle aritmie cardiache: la Fibrillazione Ventricolare. Il Paziente viene quindi addormentato per circa due minuti, durante i quali viene indotta artificialmente l’aritmia, che, in circa 8 secondi, viene automaticamente riconosciuta ed interrotta dal dispositivo impiantato. Il tutto in totale sicurezza e sotto l’occhio attento del Cardiologo che esegue l’impianto, dell’Anestesista e del Tecnico Specializzato nella programmazione di questi dispositivi.

L’Ablazione transcatetere consiste in una procedura invasiva che richiede l’inserimento di due o più cateteri attraverso la vena o l’arteria femorale incannulate a livello inguinale. Una volta inseriti i cateteri nel cuore si esegue uno Studio elettrofisiologico endocavitario dell’attività elettrica del cuore (SEF), quindi si procede con l’Induzione dell’aritmia clinica tramite stimolazione elettrica programmata (PES) e si localizzano i tessuti responsabili dell’insorgenza delle aritmie. Le cellule aritmogene vengono quindi eliminate “ablando” la zona per mezzo di un catetere particolare la cui punta emette energia per alcune decine di secondi. Tale energia riscalda le cellule fino ad una temperatura che oscilla tra 50 e 70 °C provocando una lesione “isolante”. L’Ablazione transcatetere viene eseguita in caso di sintomatologia per palpitazioni o tachicardia debilitante. Si tratta di una soluzione curativa spesso definitiva ed indipendente dai farmaci. In casi particolari in cui l’ablazione da sola non può essere risolutiva si ricorre alla cosiddetta “terapia ibrida”, che richiede anche l’impianto di uno stimolatore cardiaco o di un ICD. Le patologie più comuni in cui viene eseguita l’Ablazione sono:

Tachiaritmie atriali

  • Battiti prematuri
  • Parasistolia atriale
  • Tachicardia atriale ectopica
  • Flutter atriale
  • Fibrillazione Atriale

Tachiaritmie da rientro giunzionale

  • Tachicardia giunzionale comune
  • Tachicardia giunzionale non-comune

Tachiaritmie da rientro atrioventricolare

  • Tachicardia nel WPW ortodromica
  • Tachicardia nel WPW antidromica
  • Tachicardia in Kent occulta
  • Tachicardia in via anomala occulta (Coumel)
  • Tachicardia in fibre anomale (Mahaim)

Tachicardia ventricolare

  • Originante dal tratto di efflusso del ventricolo dx (RVOT)
  • Displasia aritmogena (formazione di tessuto adiposo per es. nel RVOT)
  • Tachicardia ectopica
  • Tachicardia provocata da ischemia