Radioterapia

INTERFERENZE/RISCHI ASSOCIATI:

I componenti elettronici di un pacemaker/defibrillatore vengono danneggiati dalla continua esposizione alla radiazione ad alta energia. Malfunzionamenti circuitali gravi possono avvenire se l’esposizione cumulativa supera i 20 Gy (Gray) o 2000 rads. Sotto i 500 rads (5 Gy) di esposizione cumulativa non ci sono particolari problemi. Sarebbe quindi opportuno usare emissione di fotoni possibilmente inferiore a 10 MeV (megaelettronvolt). Si consiglia comunque di eseguire dei controlli al dispositivo durante il periodo di trattamento, che di solito prevede 10-20 sedute nell’arco di poche settimane. In questi controlli è bene focalizzare l’attenzione sulla stabilità delle soglie di stimolazione e sensing. Gli acceleratori lineari usati per la radioterapia producono radiazioni ad alta energia dannose per i dispositivi SE il fascio è indirizzato a distanze inferiori ai 3 cm dal dispositivo. Il rischio di possibili danni è molto maggiore se il dispositivo è collocato all’interno o in prossimità del fascio di radiazioni. La radiazione di dispersione è minima a distanze superiori a 3 cm dal fascio e ciò rende ampiamente possibile la radioterapia senza alcuna conseguenza per il dispositivo nella stragrande maggioranza dei casi. Il fascio infatti può essere perfettamente collimato e diretto in modo da non coinvolgere il dispositivo, che in casi particolari può essere anche opportunamente schermato. Se non fosse possibile programmare i trattamenti radioterapici in modo da evitare l’investimento diretto del dispositivo sarà necessario ricollocare il dispositivo in un’altra zona. Per eseguire lo spostamento è possibile usare prolunghe per allungare gli elettrocateteri esistenti. Gli elettrocateteri e le prolunghe non vengono in alcun modo danneggiati dalla radiazione e possono anche essere attraversati dal fascio. Se però la procedura chirurgica di spostamento del dispositivo impiantato rischia di diffondere cellule cancerogene maligne, si suggerisce di lasciare in loco il vecchio dispositivo e di impiantarne un altro in un’altra posizione. I raggi sono radioattivi solo nel momento in cui vengono erogati e lo scattering avviene solo durante un’esposizione ai raggi. Una volta terminata l’esposizione, sia il metallo che la persona che ha ricevuto i raggi non li riemettono.

RACCOMANDAZIONI:

  • Collimare il fascio di radiazione in modo da non coinvolgere il dispositivo.
  • Schermare il dispositivo.
  • Programmare il dispositivo in asincrono in caso il paziente sia pacemaker-dipendente.
  • Controllare ripetutamente il dispositivo durante il periodo di trattamento.