Interferenze Emi

Per stabilire se un Campo Elettromagnetico è in grado di interferire con un dispositivo impiantabile come un pacemaker o un ICD occorre prendere in esame il dispositivo, l’intensità del campo elettrico (espressa in Volt/metro) e l’intensità del campo magnetico (espressa in Tesla). Gli Organismi Internazionali (International Commission On Non-Ionizing Radiation Protection – ICNIRP, American National Standard Institutes – ANSI, e in Italia il Comitato CENELEC) hanno stabilito dei livelli limite di esposizione (per esposizioni prolungate: 5 KV/m per l’intensità del campo elettrico e 100 microTesla per quello magnetico – per esposizioni brevi: 10 KV/m e 1000 microTesla) che assicurano la protezione sanitaria delle persone ma non possono garantire che i dispositivi elettronici impiantabili siano immuni da interferenze a livelli di esposizione inferiori ai livelli limite fissati dalle normative.

I pacemaker ed i Defibrillatori impiantabili presentano vari componenti vulnerabili all’azione delle interferenze elettromagnetiche:

  • Circuiti di sensing, di pacing, di trasmissione dati
  • Passanti isolati
  • Componenti magnetosensibili
  • Elettrocateteri che agiscono da antenna

E’ pertanto molto importante che i sistemi di filtraggio analogico (filtri passabanda) e digitale (contro la ripetitività del segnale interferente) assolvano in modo egregio alla loro funzione protettiva, così come appare ormai evidente che l’uso di elettrocateteri bipolari riduca sensibilmente l’effetto “antenna”. I CIED dovrebbero essere testati per rimanere immuni in campi elettrici di intensità pari a 20 KV/m, quindi ben superiore anche ai valori fissati per la protezione sanitaria delle persone, ed in presenza di interferenze EMI aventi gamme di frequenza da 30 a 10000 Mhz. Queste performances nella reiezione delle interferenze EMI da parte dei prodotti  sono possibili inserendo filtri aggiuntivi posizionati su ciascun passante elettrico stagno (collegamento tra il pacemaker ed il connettore degli elettrocateteri), in grado anche di proteggere dalle nuove fonti di interferenza (range 100-2500 Mhz) quali i telefoni cellulari digitali (GSM), in quanto attenuano l’energia a radio-frequenza introdotta tramite l’elettrocatetere a livelli tali da non interferire con la logica operativa del pacemaker. In aggiunta alle caratteristiche tecniche di questi filtri anche la loro posizione gioca un ruolo importante poichè previene lo sviluppo di campi all’interno della cassa del pacemaker.

Di seguito proponiamo un utile tabella in cui reperire informazioni sulle Fonti di Interferenza (Comuni e non) e sulle specifiche Raccomandazioni Particolari valide in generale per tutti i prodotti commercializzati: